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Celiachia e “allergia al glutine e grano“ facciamo ordine

Il glutine è una proteina che si trova in diversi cereali, come il grano, l’orzo e la segale.

Una dieta gluten-free sarà priva di grano ed altri cereali contenenti glutine, mentre una dieta senza grano non sarà necessariamente una dieta gluten-free.

Il termine “allergia al glutine” viene spesso usato impropriamente per descrivere la celiachia o la sensibilità al glutine non celiaca (NCGS).

Molti -inoltre- affermano di essere “allergici al glutine”, confondendo la celiachia con un’altra condizione, l’allergia al grano, dovuta ad una reazione allergica nei confronti di alcune componenti contenute nel grano, ma non in tutti i cereali.

La celiachia è un disordine cronico su base autoimmune, che colpisce principalmente l’intestino tenue ed -in particolare- il duodeno. E’ dovuta ad una reazione del nostro sistema immunitario contro il glutine.

Gli anticorpi nella celiachia non provocano una reazione allergica, ma autoimmune, creando un danno infiammatorio a carico dei villi intestinali e riducendo la loro capacità di assorbimento dei nutrienti.

Sintomi tipici, che possono comparire sia nel bambino che nell’adulto, sono:

-diarrea

-anemia

-rallentamento della crescita

-gonfiore addominale

-cambiamenti del comportamento

-infertilità

-dermatite erpetiforme

 


Ma fate anche attenzione a questi ultimi tre sintomi

-cambiamenti del comportamento
-infertilità
-dermatite erpetiforme

 

L’unica terapia efficace è una dieta assolutamente priva di glutine, in modo da permettere il ripristino della normale funzione di assorbimento dei villi intestinali.

 

L’allergia al grano, invece, è data da una reazione allergica verso il grano ed alcune sue proteine (particolarmente Tri a 14 e Tri a 19). Di conseguenza, il consumo di qualsiasi alimento che lo contenga può scatenare una reazione più o meno grave:

-prurito, arrossamento

-orticaria e angioedema

-vomito

-tosse e difficoltà respiratoria

-edema della laringe e perdita di coscienza nei casi più gravi fino alla morte (anafilassi)

 

Questi pazienti devono seguire una dieta di eliminazione per il grano. Altri cereali, come orzo e segale, possono talora scatenare reazioni simili nello stesso soggetto (cross-reattività). Sono tollerati riso, mais o grano saraceno.

La NCGS (Non Celiac Gluten Sensitivity) è una sindrome ben distinta dalla celiachia e dall’allergia al grano. E’ caratterizzata da sintomi intestinali ed extraintestinali conseguenti all’ingestione di glutine e di FODMAPs (oligosaccaridi e monosaccaridi fermentabili) e ATI (inibitori dell’amilasi/tripsina).

Tra i sintomi:

-meteorismo e gonfiore addominale

-diarrea o stipsi

-difficoltà di concentrazione dopo pasti a base di glutine

-dolori addominali e nausea

 

I sintomi non sono caratteristici e son comuni ad altri disordini (sindrome del colon irritabile, dispepsia funzionale), che vanno esclusi prima della diagnosi.

L’ipotesi è che in questi pazienti il contatto tra mucosa intestinale e farinacei scateni una risposta immunitaria acuta, legata ad un’alterata permeabilità della mucosa. Ad oggi la diagnosi di NCGS è di esclusione. 

Nel 2014 a Salerno sono stati elaborati dei criteri diagnostici, che includono:

 

  1. riconoscimento certo di un paziente risposino a dieta senza glutine (riduzione dei sintomi del 30% dopo 6 settimane di dieta)
  2. misurazione degli effetti della reintroduzione del glutine dopo un periodo di dieta gluten-free (in doppio cieco controllato si somministra ogni giorno per 7 giorni una capsula che può contenere 8 gr di glutine o un placebo)

 

La misurazione dei sintomi viene effettuata mediante la “Gastrointestinal Symptom Rating Scale”. Esami ematici e biopsie endoscopiche sono normali ed i test allergologici per il grano negativi.

La terapia è la dieta agglutinata, ma ad oggi non vi è consenso unanime su come attuarla. La NCGS rappresenta infatti in genere un disturbo transitorio e può essere sufficiente una riduzione del glutine nella dieta.

 

Rossana Cannas

Dott.ssa Rossana Cannas